La telefonata – quella che tutti speravano di ricevere, e che tutti temevano – arrivò alle 2:00 del mattino. “Abbiamo un cuore per Roberto“ disse la voce.  Tutti speravano in quella chiamata perché il giovane Roberto, che da poco aveva compiuto 12 anni, era stato in lista per un trapianto di cuore per molti giorni, e presto le sue condizioni sarebbero peggiorate al punto che non sarebbe più stato considerato un buon candidato per un trapianto cardiaco. Se questo fosse accaduto, sarebbe stato rimosso dalla lista, perdendo così la sua ultima speranza. Ma in quel giorno Roberto e la sua famiglia stavano per ricevere un dono incredibile – il dono di un nuovo cuore, il dono di una nuova vita.

La Bibbia ci dice che tutti ci troviamo in una situazione ancor più disperata di quella di Roberto, perché è in gioco qualcosa di più grande della vita che stiamo vivendo. Meritiamo una morte eterna, perché “Il salario del peccato è la morte“ (Romani 6:23) e “tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio“ (Romani 3:23). Quando analizziamo l‘originale greco dell‘ultimo versetto, realizziamo quanto è disperata la nostra situazione. La parola greca tradotta con “privi“ indica un‘azione continuativa – continuiamo ad essere privi. Il peccato non riguarda solo le nostre azioni passate, ma lo stato continuo della nostra esistenza.

Quando le cose vanno bene, è facile convincersi che non è così, che in realtà siamo delle brave persone – non perfette, intendiamoci – ma sicuramente non cattive. E un giorno, il nostro vicino riceve una promozione e un aumento nei quali noi avevamo sperato, o compra una nuova auto, e l‘invidia comincia a farsi strada nel nostro cuore. Oppure vediamo un‘affascinante modella o un‘attrice e… diciamo solo che il desiderio si fa sentire. Forse una macchina ci taglia la strada in mezzo al traffico, e tiriamo fuori una rabbia sorprendente anche per noi stessi. Più onestamente ci analizziamo e più vediamo che questo è vero.

Questo è il modo in cui un giovane professore ateo di Oxford descrisse questa esperienza: “Per la prima volta esaminai me stesso seriamente con un intento pratico. E trovai qualcosa che mi terrorizzò; uno zoo di lussuria, una bolgia di ambizioni, un vivaio di paure, un harem di rancori lungamente accarezzati. Il mio nome era legione“ (C. S. Lewis, Sorpreso dalla Gioia). Tutto questo peccato, secondo quanto ci viene detto, proviene direttamente dal nostro cuore. “L‘uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene, e l‘uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore tira fuori il male“ (Luca 6:45). Perciò è il nostro cuore peccaminoso a nasconderci la nostra natura di peccatori, perché “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno“ (Geremia 17:9).

Così scopriamo che, come Roberto, i nostri cuori sono la fonte dei nostri problemi. Non stiamo migliorando. Nessuna dieta o cura ci può aiutare – il nostro cuore difettoso deve essere rimpiazzato o moriremo. Roberto si è dovuto mettere in lista di attesa. Nessun quantitativo di denaro poteva acquistare ciò di cui aveva bisogno. Se nessuno gli avesse dato un cuore, sarebbe morto.

Il nostro caso è simile, ma la Bibbia ha una notizia meravigliosa per tutti noi che ci troviamo in questa situazione disperata. Essa ci dice che un tale dono è a nostra disposizione: “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne“ (Ezechiele 36:26).

Anzi, non è neppure necessario mettersi in lista d‘attesa, perché questo cuore sostitutivo è disponibile immediatamente, e una volta che avrà rimpiazzato il nostro cuore, non soltanto continueremo a vivere, ma godremo di un‘altra qualità di vita.

Tutti temevano la chiamata perché l‘operazione comportava seri rischi. Prima che il cuore sano potesse essere impiantato, il suo cuore doveva essere rimosso. Una volta che l‘operazione chirurgica fosse iniziata, non si sarebbe potuto tornare indietro. Con tutti questi pensieri nella testa, Giulio ed Anna iniziarono ad agitarsi nell‘oscurità della notte, preparandosi con Roberto per il fatidico viaggio in ospedale. Una volta arrivati, videro il loro ragazzo trasportato via sopra una barella.

Anche noi dobbiamo attraversare prima una specie di morte. Così come Roberto doveva lasciare che i chirurghi rimuovessero il suo cuore prima del trapianto, anche noi dobbiamo abbandonare il nostro cuore naturale. Dobbiamo riconoscere che non è sufficiente un semplice ritocco qua e là, un aggiustamento o una lieve correzione – abbiamo bisogno di un intervento chirurgico radicale. Niente di meno potrà essere efficace.

Questo rischio agghiacciante dava motivo a Roberto e ai suoi genitori di temere la chiamata per un cuore resosi disponibile. E, sebbene i genitori di Roberto gioissero davanti all‘opportunità di una vita migliore per il figlio, un‘altra realtà più oscura si intromise. Si resero conto che lo stesso evento che aveva dato loro una nuova speranza, aveva infranto le speranze di un‘altra famiglia. La possibilità di vita che veniva offerta a Roberto era costata la morte di qualcun altro.

La nostra opportunità di un trapianto spirituale di cuore, della salvezza dal peccato, di una vita migliore qui e subito, e di una vita eterna nel futuro, è arrivata anch‘essa al prezzo di una vita. “Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi“ (Romani 5:8). Nota che Cristo è morto per noi non “quando eravamo degni“ o “quando abbiamo obbedito alla perfezione alla legge di Dio“, e neppure “quando ci siamo resi conto del nostro bisogno“, ma “mentre eravamo ancora peccatori“.

Il cuore di Roberto sarebbe solo peggiorato senza un trapianto. Il suo disperato bisogno lo aveva reso idoneo. E aveva dovuto affidarsi a qualcun altro che, in qualche luogo, aveva fatto dono di un cuore sano. Nessun cuore era in vendita, e anche se ci fosse stato, lui e la sua famiglia non se lo sarebbero potuto permettere. Ancora una volta, lo stesso vale per la salvezza: “Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore“ (Romani 6:23). Così vediamo come lo stesso versetto che ci avverte del fatto che meritiamo la morte, ci annuncia anche che il rimedio è disponibile come dono.

Il più grande, il più prezioso dono di sempre. Non dobbiamo metterci in lista o aspettare. Possiamo averlo qui e subito, semplicemente chiedendolo. Abbiamo visto quali passi vanno fatti. Ammetti il tuo bisogno, confessa che hai bisogno di questo cuore nuovo e chiedi a Dio di dartelo. Non c‘è una formula magica, né delle parole prestabilite. Chiedi solamente.

Roberto superò la sua operazione coraggiosamente. Non aveva soltanto un nuovo cuore: aveva una nuova vita. Ma doveva imparare il modo in cui vivere questa nuova vita. Quando riceviamo il nostro nuovo cuore, anche noi dobbiamo imparare come vivere una nuova vita. Dio ha provveduto la chiesa, una comunità di altre persone che hanno ricevuto un nuovo cuore, per aiutarci a imparare a vivere una nuova vita. Puoi trovare aiuto a ricercare un nuovo cuore, e a trovare una chiesa, andando sul sito www.glowonline.org. Gioisci fino in fondo di questo dono!

*Tutti i nomi dei protagonisti sono stati cambiati

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